La rabbia che diventa creazione

19.02.2026

Ho voluto diventare buona, comprensiva, moderata, il perché non lo sapevo, ma sapevo che "era giusto" che così fosse.

Era giusto perché era un bene per tutti, pensavo che lo fosse anche per me: una persona amorevole, tollerante, soprattutto accondiscendente con tutti, ma non con me stessa.

Mi mimetizzavo, stavo in seconda fila, non davo voce al mio modo di vivere le esperienze, ero diventata veramente una persona posata.

Intanto però mi rendevo conto che troppe cose e troppe persone invadevano il mio spazio vitale, non avevo un solo luogo dove brillare …ma quella luce, quella della libertà di non essere perfetta, di trovare strade mie per arrivare ovunque, anche per avvicinarmi agli altri, o allontanarmi a testa alta, chiedeva spazio; giorno per giorno, sempre di più il suo calore implodeva dentro di me, ma non usciva.

Si sedimentava nei silenzi, nei "va bene", nella paura di deludere o non essere all'altezza, nella paura di non potercela fare da sola con tutte quelle imperfezioni che mi hanno insegnato a rinnegare, ma sulle quali hanno costruito la loro forza…

Non poteva andare avanti così, non potevo continuare a non essere "io" in ogni ambito della vita, ma allo stesso tempo non avevo il coraggio di dare voce a quella rabbia e così, giorno dopo giorno, ho imparato a zittirla, ma non l'ho mai uccisa.

Farla esplodere ha determinato tante rotture, cambiamenti, allontanamenti, ma mi ha anche aiutata a ritrovare me stessa, la mia voglia di farcela, che non era nulla d'imparato, era ed è ancora parte di me.

La rabbia ci dice che qualche cosa non va dentro di noi e, se l'accumuliamo saranno tante le cose che non andranno nel verso giusto neanche nel futuro.

Io oggi ho capito che ascoltarla è il mio motore, lei mi aiuta a creare, perché creare per me significa trovare nuovi spazi, nuove dimensioni, nuovi orizzonti.

… Attenzione però: non è una fuga, è un allargamento della realtà. Avviene in tanti modi, ad esempio con la scrittura, con la costruzione di grandi progetti che poi mi sfiancano e mi stancano, nel disegno, persino nel lavoro divento creativa e visionaria quando mi arrabbio.

Il problema nasce solo quando la zittisco senza darle spazio.

Vorrei riabilitare la rabbia, vorrei che l'essere rabbiosi non sia solo male, che la mia rabbia buona avesse il suo posto nella mia vita, così da potermi esprimere con autenticità, senza nascondere il mio lato oscuro, perché tutti abbiamo un lato oscuro, un buco nero dentro di noi che nulla può illuminare, ma possiamo riconoscerlo e dargli una forma … e quella forma non deve essere necessariamente un peccato, ma anche se lo fosse dovremmo accettarlo e capirlo, risolverlo sì, ma da soli, non con soluzioni, o peggio, valori e malori altrui.

Perché, se siamo persone oneste, sappiamo bene che solo noi ne pagheremo le conseguenze e solo noi potremo rimediare.

Non cerco un'assoluzione, rifletto sui corsi e ricorsi della vita, in cui ogni tanto ci troviamo a fare i conti con decisioni che hanno prodotto danni e che non necessariamente sono risolvibili; però è anche vero che i momenti aprono nuove prospettive, un rinnovato entusiasmo legato a nuove aspettative.

Dunque, accogliamo la nostra rabbia, ma allo stesso tempo impariamo a non farci sopraffare perché diventerebbe ingestibile, come alcune volte avviene nella vita.

E poi io, attraverso un percorso di rabbia ho terminato questo progetto e ora lo considero un dono fatto a me stessa.

Prima di tutto però, occorre un percorso da fare da soli, ascoltando consigli, ma non seguendoli fino a quando non avremo capito che quella spinta ha ricominciato a darci solo la giusta direzione.

È quello il momento di condividere percorsi che forse non ci fanno onore, ma fanno parte di noi, magari in un terreno neutro, versando buon vino con luci soffuse.


hai mai avuto il coraggio di essere imperfetta? In questo racconto esploro come la rabbia possa diventare un motore di creazione. Ti invito nel mio 'terreno neutro': la tavola, dove anche il lato oscuro trova forma e condivisione.

Deborah Esposito - Racconti di Ospitalità ... a Tavola

Se questa storia ti ha parlato, qui trovi come farla diventare un momento da condividere a tavola con chi vuoi:

https://www.raccontidiospitalita.it/contatti/

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